Il semaforo blu

Martina Tremenda, esploratrice eccezionale,

si fermò a uno stop nello spazio interstellare.

“Un semaforo blu? Che cosa inattesa,”

mormorò, guardandosi in giro sorpresa.

 

“È un semaforo nuovo di zecca

ma non capisco che c’azzecca!

Chiediamo a quella cometa là,

passa spesso di qui e lo saprà!”

 

“Cara terrestre,” rispose lei con zelo,

“Il blu significa: forza, via libera per il cielo!

Una volta accadde anche in piazza Duomo:

solo uno scrittore lo capì, un gentiluomo.

 

È un semaforo molto sofisticato:

verde, giallo,rosso, blu o aranciato.

Se poi d’improvviso si colora di viola,

devi fare un salto e una capriola.

 

È un semaforo che t’insegna a volare,

se non hai ali non ti devi scoraggiare.

Si vola con fantasia e felicità,

con la bellezza e con la libertà.

 

Ha anche un colore che non esiste,

lo vede solo chi non è triste.”

“Che semaforo figo!” disse Martina felice.

“È proprio bello essere un’esploratrice:

 

bisogna portarlo sulla nostra Terra,

c’è tanta gente che odia la guerra,

e che vuole un mondo migliore

e che vuole risate, risate sonore!”