La cometa senza coda

Martina Tremenda, esploratrice gentile,

sbarcò su una cometa il quattro d’aprile.

Non era primavera, c’eran pochi colori:

solo bianco, argento, nero e niente ori.

 

– Che astronave noiosa, fa quel che le pare!

dico montagna e mi porta al mare,

dico mare su un pianeta ben riscaldato

e mi smolla su un sasso ghiacciato!

 

Scendo a esplorare, do solo un’occhiata:

aspettami qui, astronave imbranata! –

Ma al primo passo in quel mondo misterioso,

Martina sentì un piagnisteo fastidioso.

 

-Avevo una bella chioma e una lunga coda,

si può dire che avessi lanciato una moda.

Quando passavo, tutti guardavano in su:

Ma senza coda nessuno mi considera più!

 

Non ci sarà mai più una coda così preziosa,

e senza di lei mi sento tanto cenciosa.

Ma tu non puoi capirmi Martina esploratrice,

sei solo una scienziata, non sei un’attrice –

 

Martina fece un salto e rispose stizzosa:

-Che cometa vanitosa!

Non voglio stare con te neanche un minuto.

Sei troppo superba, non mi piaci: ti saluto!

 

Partiamo, navicella, sono molto perplessa.

Questa cometa pensa solo a se stessa.

Non mi ha fatto neppure -vai, sfreccia!-

i complimenti per la mia treccia!