Il Ti-Enne-Gi sul vulcano

“Con quella tua giravolta, navicella imbranata,

sembravi ubriaca peggio di un pirata!

Siamo finiti in un cratere rosso e arancione:

ho fame, ho sete e indosso solo un maglione!”

 

Così si lamentava Martina, brava esploratrice

appena tornata dalla Chioma di Berenice.

“Martina, interrompi il tuo piagnisteo,

ti ho portato al ti-enne-gi, telescopio Galileo.

 

Disse l’astronave: “Siamo sul Taburiente,

dove ogni stella è più splendente”.

“Ma ti avevo chiesto di andare lontano

non su un’isola, dentro un vulcano!”

 

“Il ti-enne-gi ruota sul piedistallo,

elegante come un principe al ballo.

Ha scoperto anche un nuovo pianeta,

grande, infuocato come una terra segreta.

 

Laggiù in ventiquattro ore passano tre anni:

ogni giorno festeggi tre compleanni!

Tu avresti almeno 5mila anni di età,

è una fortuna che tu sia nata qua.”

 

“Astronave, sei del tutto fusa:

non fare la poetessa e chiedimi scusa!

E poi chi lo sa,” rispose Martina, “i mondi lassù,

sono così belli che non me ne andrei più.

 

Ho incontrato tanti amici assai diversi,

ognuno di loro vale cento universi.

Penso che in ogni loro casa starei bene,

tutti mi hanno preparato delle ottime cene!”