Il pianeta in maschera

Martina Tremenda, alla vigilia di carnevale,

una sera atterrò rompendo un fanale.

“Questo posto l’ho già visto,” disse Martina,

mentre l’astronave fischiettava birichina.

 

“Non è un pianeta nuovo, sono convinta:

secondo me è tutta una finta.

Vedi? Guarda dal finestrino!

Mi hai riportata nel mio giardino!

 

Cara mia, l’hai fatta grossa,

dici di aver viaggiato e non ti sei mossa!”

Poi Martina aprì la porta, pensierosa:

la sua astronave era davvero difettosa.

 

“C’è persino una mia amica di scuola,

chissà perché ha quell’aria festaiola…”

“Sei arrivata finalmente,” si sentì chiamare.

“Aspettiamo te, siamo pronti a iniziare”.

 

Ma a guardarla bene quella bambina era strana:

sorrideva con tre bocche, non era molto umana.

E quando saltò felice, agitando cinque braccia,

si voltò… e sulle spalle aveva un’altra faccia.

 

“Andiamo, ti presento alle maestre:

ti piace la mia maschera da terrestre?”

“Be’, che tu sia aliena si vede anche col cannocchiale,

ma sei simpatica: è una festa di carnevale?”

 

Sai, a vedere questo miscuglio di tante razze

che ballano tutte insieme, contente e pazze,

capisco che noi terrestri non siamo dei gran geni

ad aver paura degli alieni!”