Il pianeta in maschera

Filastrocca di Stefano Sandrelli. Legge Angelo Adamo

Martina Tremenda, alla vigilia di carnevale,

una sera atterrò rompendo un fanale.

“Questo posto l’ho già visto,” disse Martina,

mentre l’astronave fischiettava birichina.

 

“Non è un pianeta nuovo, sono convinta:

secondo me è tutta una finta.

Vedi? Guarda dal finestrino!

Mi hai riportata nel mio giardino!

 

Cara mia, l’hai fatta grossa,

dici di aver viaggiato e non ti sei mossa!”

Poi Martina aprì la porta, pensierosa:

la sua astronave era davvero difettosa.

 

“C’è persino una mia amica di scuola,

chissà perché ha quell’aria festaiola…”

“Sei arrivata finalmente,” si sentì chiamare.

“Aspettiamo te, siamo pronti a iniziare”.

 

Ma a guardarla bene quella bambina era strana:

sorrideva con tre bocche, non era molto umana.

E quando saltò felice, agitando cinque braccia,

si voltò… e sulle spalle aveva un’altra faccia.

 

“Andiamo, ti presento alle maestre:

ti piace la mia maschera da terrestre?”

“Be’, che tu sia aliena si vede anche col cannocchiale,

ma sei simpatica: è una festa di carnevale?”

 

Sai, a vedere questo miscuglio di tante razze

che ballano tutte insieme, contente e pazze,

capisco che noi terrestri non siamo dei gran geni

ad aver paura degli alieni!”