Notturno

“Al posto dei circuiti devi avere rena!

Ora mi spieghi che razza di sirena

hai sentito e ti ha convinto a virare

mentre ti avevo detto di atterrare,”

 

disse Martina piuttosto rabbuiata

alla sua astronave imbarazzata.

“Ho visto tutto buio e scuro:

non capivo se il pianeta era sicuro”

 

“Ma si tratta solo di un’eclisse,

astronave tonta, non dell’apocalisse.

Su questo pianeta è una cosa rara,

siamo venuti apposta: che somara!

 

La Luna è grande come una melina,

non la vede nessuno, tanto è piccolina.

Una volta al secolo la sua stella oscura

e gli abitanti del pianeta hanno paura:

 

si appallottolano come pangolini,

formichieri squamosi e piccolini.

Sono ingenui e delicati, tutti neri

con gli occhioni dolci e sinceri.

 

Ma l’eclissi dura 30 secondi e un terzo,

come vedi è davvero uno scherzo.

Stavo pensando di rimanere un po’ lì,

ma ormai siamo andati oltre: va bene così.

 

Vai e tieni la rotta in modo accettabile,

mi rifarò con una vista indimenticabile.

Andiamo a visitare il pianeta girotondo:

ha trenta lune e un’eclisse ogni secondo!”