Martina sulla Luna

Filastrocca di Stefano Sandrelli. Legge Angelo Adamo

La nostra Martina correva sulla Luna

felice, allegra e leggera – ma digiuna:

era scesa non appena allunata,

scordando a bordo persino la cioccolata.

 

“Guardatela, “ pensava la sua navicella,

“guardatela e ditemi se non è bella!

Salta e gioca fra i crateri a nascondino,

sembra cresciuta ma è proprio un cucciolino!”

 

“Astronave, dimmi un po’,” fece l’esploratrice

distraendola da quei pensieri da genitrice,

“Che ci fa sulla Luna la bandiera americana?

Non dirmi che su Marte ce n’è una africana!”

 

“La Luna e l’universo sono di tutti,

marziani, terrestri, belli e brutti!

Se non ci sono né confini né frontiere,

non devono esserci neppure le bandiere!”

 

“Farò finta di non averla mai incontrata,”

tagliò corto Martina perplessa e affamata.

E salì a bordo per fare uno spuntino

con dolce, spremuta e panino.

 

“Dov’è la torta che mi ero preparata?

Non ci credo… te la sei mangiata!

Astronave, sarò poco furba,

ma ho un sospetto che mi disturba:

 

sei stata tu a inventare questa storia

per papparmi la merenda e fare baldoria!

Chi mai – su questa Luna grigia e piana –

pianterebbe la bandiera americana?”