La casa nello spazio

Filastrocca di Stefano Sandrelli. Legge Angelo Adamo

Martina Tremenda, dopo la partenza,

guardò terrorizzata la sua credenza.

Aveva dimenticato pane e marmellata,

miele, zucchero, gofio e cioccolata.

 

“Nello spazio senza panna?

È un viaggio o una condanna?

Non mi sono affatto arresa:

subito a terra a far la spesa!

 

Torneremo qui molto presto,

con basilico e pinoli per il pesto.”

Ma l’astronave esclamò gioviale:

“Guarda, in quell’orbita spaziale!

 

Vedo un camino che fuma veloce:

secondo me c’è qualche cosa che cuoce!”

All’orizzonte svolazzava una casetta,

con pannelli solari, bianca e perfetta.

 

“C’è qualcosa di molto strano,

non siamo a Roma nè a Milano:

che razza di casa mai sarà,

se è nello spazio e non in città?”

 

Era tutta di zenzero e marzapane,

di canditi e mandorle californiane:

aveva le finestre di zucchero filato

e la moquette di biscotto caramellato.

 

“Mi ricorda una fiaba per bambini,

c’erano Hansel e Gretel, due fratellini:

stammi vicino, sarò molto cauta,

ci aprirà una strega o un’astronauta?”